giovedì 21 luglio 2011

Le Nereidi




E nacquero da Nereo, nel mare ove mai
non si miete, altre piacevoli dee, cui madre
fu Diòride, figlia d'Oceano eccelso fiume,
Reginadeiventi, Velocesuiflutti,
Grottala snella, Metadisguardi,
Bellavittoriadalbraccio dirose,
Tuttadimiele vezzoa,Rifugiodeiporti,
Solcalonda, Isolabella,Spiaggia,
Corrisuivortici tuttadolcezza, la dolce a veder
Galatea e Frenalonde che i flutti del mar
cosparge di nebbia agevolmente, e i soffi
del vento gagliardo raffrena, con Anfritrite
dai vaghi malleoli, con Placamarosi,
Riva bellacorona, e Signoradelmare,
e Glaucanorma amica del riso...

Esiodo, Theogonia

mercoledì 15 giugno 2011

martedì 23 marzo 2010

FRUTTI DELL'AMORE

Questi alberi, così semplici e comuni nelle nostre campagne, ai bordi dei
campi o vicino alle vecchie case coloniche e che ai nostri occhi oggi ci
sembrano quasi inutili, se non per l'ombra ristoratrice nelle calde ore estive,
hanno una bellissima e triste storia da raccontare, la storia di
Tisbe e Piramo


I due giovani erano vicini di casa e tutti i giorni si vedvano, lui era bellissimo e
lei la prescelta fra le fanciulle.
Le prime volte si guardarno dalle finestre che davano sul cortile, poi si
incontrarono per le scale ed infine si baciarono e si amarono come fanno tutti
gli innamorati.
Ma le famiglie si odiavano a morte per motivi vecchi ed ormai dimenticati e
non permisero il continuo di questo amore, quindi decisero di richiudere i
due innamorati in uno scantinato sotto al palazzo


Il loro amore era così forte che perfino il muro ebbe pena e si aprì creando
una fessura dalla quale i giovani potevano parlarsi ed organizzre un piano
di fuga.
Per lei fu facile perchè la carceriera era la nutrice anziana e facilmente
immobilizzbile, per lui ancora più semplice perchè era d'accordo.
Si danno appuntamento nel bosco sotto un gelso bianco ed una fontana.
Tisbe vi arriva in anticipo rispetto a Piramo (che deve aspettare il suo
carceriere) si mette a sedere sotto l'albero e guarda la luna riflessa nella
fontana, ma arriva una leonessa, ha la bocca ancora insanguinata della
preda appena mangiata e si disseta, la fanciulla impurita si nasconde in un
antro, ma nella fretta perde il mantello che la leonessa strappa ed
insanguina.
Quando arriva Piramo e vede la scena crede di capire che Tisbe sia stata
sbranata dalla fiera così disperato si trafigge con una spada abbracciando e
baciando il mantello della sua amata.
"Ahimè, cos'ho fatto! O sventurata: sono stato io a ucciderti amor mio! Tu
saresti stata degna di vivere una vita lunghissima, ed io invece, ti ho
costretto a venir qui di notte, da sola, in un luogo pieno di rumori sinistri,
non ho avuto nemmno l'accortezza di giungere per primo! Ma adesso basta:
la stessa notte vedrà la fine dei due amanti!"


" Ed ecco tornare Tisbe. La fanciulla ha ancora paura, nel contempo, però
non vuole deludere il suo amante. Lo cerca disperatamente con gli occhi ed è
impaziente diraccontargli i pericoli cheha evitato. Vede il gelso e non lo
riconosce più per colpa dei frutti che hanno cambiato colore; stà per andar
via quando s'accorge che lì, steso a terra, c'è l'amor suo.
= O Piramo,quale triste Fato ti allontanò da me? O Piramo, rispondimi! E'
la tua amatissima Tisbe che ti chiama = "


Ma Piramo non risponde e Tisbe si uccide con la stessa spada implorando le
famiglie a tenere almeno i loro corpi uniti per sempre e chiede al gelso di
mantenere i suoi frutti scuri in ricordo di questo loro triste amore.


Questi frutti che sembrano di sangue.

mercoledì 3 febbraio 2010

COMETE

Le comete sono palle di neve grandi, sporche e solo vagamente rotonde, che girano attorno al sole. Sono costituite da elementi formatisi in stelle esplose molto prima che il nostro sole si accendesse. Gli scenziati credono che ad una distanza enorme dal sole ci siano più di 100 miliardi di comete che noi possiamo vedere solo quando si avvicinano abbastanza alla nostra stella da avere una scia luminosa.
Finora ne abbiamo viste soltanto poche migliaia. La più grande cometa conosciuta ha un nucleo centrale che misura 32 km da un lato all'altro.
Quando le comete si avvicinano al sole il ghiaccio di cui sono formate si trasforma in vapore e sparge tutto attorno la polvere che era racchiusa al suo interno.
E' probabilmente la polvere più antica esistente all'interno del Sistema Solare. Secondo gli scenziati essa contiene indizzi sui nostri vicini cosmici al momento della nascita dei pianeti, oltre 4,6 miliardi di anni fa.
Il nucleo di Halley è largo qusi 16 km e più o meno ogni 76 anni torna vicino al sole fondendosi sempre un po' di più e formando una coda visibile dalla Terra.
E' venuta nel 1986 e tornerà (ahimè) nel 2061!!!
Generalmente le comete ruotano lontanissime da noi, ma di tanto intanto qualcuna si avvicina alla nostra stella ed allora ci sono due possibilità:
Prima possibilità - come la cometa di Halley - restano intrappolate dalla forza di gravità del sole e continueranno a girargli intorno fino al loro completo scioglimento, oppure andranno a sbattere contro un pianeta che si troverà sulla loro orbita.
Seconda possibilità - grazie alla loro velocità oppure alla distanza giusta per non restare intrappolaate dalla gravità solare, le comete come Swan, proseguono il viaggio verso un'altra sella come vere e proprie vagabonde dello spazio, ci passano accanto una sola volta e proseguono per centinaia di migliaia di anni, a volte meno, ma a volte di più.
" ..Dal modo in cui le stelle si muovevano tutt'intorno a lui, George capì che la cometa cadeva velocissima. Lui però non sentiva niente, non aveva formicolii allo stomaco e non sentiva raffiche di vento sulla faccia. Non era affatto come si immaginava le montagne russe. Ma iniziava a rendersi conto che nello spazio si provvano sensazioni diverse rispetto a quelle sulla Terra...."
Lucy & Stephen HAWKING - La chiave segreta per l'universo -





mercoledì 6 gennaio 2010

IN SUDAN


Un giorno il Sole , che viveva insieme con la Luna, andò via raccomandandole di preparare da mangiare, ma quando tornò non c'era niente di pronto.


Il Sole dovette andare a prendere l'acqua, fare il fuoco e cuocere la polenta e questa volta, invitata a mangiare, la Luna non si tirò indietro.


Il Sole si arrabbiò e scagliò la pentola in testa alla Luna la quale si spaventò così tanto che da quel giorno non si è più avvicinata al Sole!!

domenica 20 dicembre 2009


BUON NATALE
E
FELICE ANNO NUOVO

lunedì 9 novembre 2009

AURIGA

Se alzi gli occhi al cielo in queste serate autunnali e scopri che casualmente è sereno e sono circa le 22:00 hai davanti a te una porzione di storia e mitologia che va dall'età dell'oro a quella del ferro!!!

Guardando verso est (che è la parte da cui nasce il sole la mattina) puoi riconoscere senza fatica la costllazione di Orione (quella con due stelle su, due giu e tre al centro che formano la famosa cintura.....hai presente?)

bene, ma quasi lateralmente, appena sopra, c'è una stella luminosissima (a confronto) si chiama CAPELLA e fa parte della costellazione dell'Auriga, quasi un pentagono/esagono.

E' una costellazione antica voluta da Ermes in ricordo del figlio Mitilo

Mirtilo era zio di secondo grado di Odisseo quello della guerra di Troiae faceva l'auriga di Enomao figlio del dio Ares e

re dell'Elide


Il re aveva una figlia bellissima di nome Ippodamia della quale gli stesso pur essendo padre era innamorato e non voleva mandarla in sposa a nessuno, così escogitò un sistema per non farla convolare a giuste nozze.

Il re Enomao avrebbe sfidato alla corsa con il cocchio tutti i pretendenti della figlia, che sarebbe stata il premio della vittoria, ma nonostane la concessione di mezz'ora di vantaggio, la sconfitta era certa perchè i cavalli che trainavano il carro erano un dono di Ares quindi di gran lunga superiori a tutti i cavalli della Grecia.
La gara era estremamente cruenta perchè appena fossero stati raggiunti dal carro reale, Enomao li arebbe trafitti al volo con una lancia e il loro corpo sarebbe stato fatto a pezzi ed inchiodato alle porte del suo palazzo.In questo terribile gioco Mirtilo era colui che guidava il cocchio del re ed era, purtroppo, innamorato segretamente della bella principessa.
Intanto era arrivato nel regno di Enomao un re venuto dalla Frigia e la Lidia cacciato da un'invasione barbarica e avendo saputo di questa gara pensò di prendere l'occasione al balzo. Egli si chiamava Pelope dalla spalla mancante.Egli stesso era nipote di Zeus ed addirittura era stato resuscitato dopo che suo padre Tantalo (figlio diretto di Zeus) lo aveva fatto a pezzi e cucinato per offrirlo in un banchetto a tutti gli dei e provarne la loro onniscienza, ma qualcuno gli aveva mangiato una spalla che poi gli era stata rifatta in avorio.Con tutto questo alle spalle pensava di vincere, ma quando vide gli altri 13 pretendenti attaccati alle porte del palazzo ebbe paura e chiese aiuto da prima al suo amante (ricordiamoci che siamo in Grecia Antica) Poseidone che gli regalò un cocchio leggerissimo e cavalli alati, poi si alleò con Mirtilo promettendogli la prima notte con Ippodomia. Anche la principessa si era innamorata di Pelope e pregò ed irretì il povero Mirtilo sfruttando il proprio fascino femminile.


Così, cadendo nella trappola, e pensando solo all'amore di quella donna, Mirtilo tradì il proprio re, mettendo dei perni di cera invece che di legno nelle ruote, perciò durante la gara si staccarono e Enomao cadde, ma prima di morire maledisse l'auriga, che a sua volta fu tradito e ucciso da Pelope.Anche lui maledì gli sposi e la loro stirpe fino ad Agamennone.

Ermes che vide la sofferenza del proprio figlio, perpetuò la sua immagine nella costellazzione dell'AURIGA forse anche a monito per gli umani.